PREVIDENZA E ASSISTENZA
Invalidità Civile
La persona affetta da una minorazione di tipo fisico, psichico o sensoriale, con una riduzione permanente della capacità lavorativa di almeno 1/3 (33%), e il minorenne con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età possono ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile.
Si considerano invalidi anche gli ultra 65enni che hanno difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età.
In base alla percentuale di invalidità civile riconosciuta o accertata dall’Inps, vengono riconosciuti differenti benefici: prestazioni protesiche e ortopediche; iscrizione nelle liste speciali per il collocamento mirato; esenzione dal ticket; assegno mensile; pensione di inabilità; indennità di accompagnamento; indennità di frequenza; assegno sociale.
Possono presentare la domanda: i cittadini italiani con residenza in Italia; i cittadini stranieri comunitari legalmente soggiornanti in Italia e iscritti all’anagrafe del comune di residenza; i cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia con permesso di soggiorno di almeno un anno (articolo 41 del Testo Unico per l’immigrazione).
Legge 104
La legge 5 febbraio 1992 n. 104, è il riferimento legislativo per l'assistenza, l'integrazione sociale e la tutela dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari. La legge 104 garantisce al lavoratore con disabilità alcuni diritti come: permessi e congedi retribuiti per lui e per i familiari che lo assistono, scelta prioritaria della sede di lavoro e rifiuto al trasferimento, uso di ausili necessari e tempi aggiuntivi nel sostenere le prove d'esame in concorsi pubblici o in esami per l'abilitazione alle professioni.
Per poter usufruire dei permessi previsti dalla Legge 104/92 è necessario essere in possesso del verbale dell’accertamento della condizione di disabilità con necessità di sostegno elevato o molto elevato (art.3, comma 3, legge 104/92) rilasciato dalla competente Commissione Medica Integrata Asl/Inps per se stessi o per la persona da assistere. Non è necessario presentare il verbale dell’accertamento dell’invalidità.
N.B.: se il verbale dell’accertamento della condizione di disabilità riporta: art. 3 comma 1 il dipendente non ha diritto ai permessi. In questo caso sarà possibile presentare ricorso per vedersi tutelati i propri diritti.
Invalidità Ordinaria
L’Assegno ordinario di invalidità è una prestazione economica erogata a domanda alle persone con una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale.
L’INPS concede l’Assegno ordinario di invalidità ai lavoratori: -dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria; -autonomi; -iscritti alla Gestione Separata.
Può richiedere l’Assegno chi, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, ha:
una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo;
maturato almeno cinque anni di assicurazione e 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.
Non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.
Il diritto alla prestazione può essere perfezionato anche con contribuzione estera maturata in Paesi dell’Unione europea o in Paesi extracomunitari convenzionati con l’Italia
Ricostituzione Pensione
La ricostituzione della pensione permette di aumentare l’importo dell’assegno previdenziale richiedendo all’INPS che nel conteggio vengano considerati nuovi contributi riferiti a periodi anteriori alla decorrenza della pensione.
La domanda di ricostituzione può essere inoltrata dai pensionati pubblici e privati. Il ricalcolo della pensione già liquidata può rendersi necessario in diverse situazioni, per garantire che l'importo pensionistico sia corretto e aggiornato.
La domanda di ricostituzione non ha scadenza, ma i ratei si prescrivono in dieci anni.
N.B.: è importante notare che la ricostituzione può anche comportare una riliquidazione in negativo, con eventuali recuperi a carico del pensionato. Se la riliquidazione comporta un aumento, al beneficiario spettano gli arretrati. In caso di debito, l'importo viene recuperato dall'INPS.